mercoledì 27 luglio 2011

Meglio le novità


Molte volte sono restio ad avvicinarmi alle nuove varietà perchè vengono offerte a un prezzo alto. Dal punto di vista marketing questa politica dei produttori e dei dettaglianti non è uno sbaglio perchè è un segnale forte che indica qualità.

Anche per le pesche Saturnine che vedete qui in foto ho usato prudenza e non mi sono tuffato subito. Ma dal giorno che ho comprato questo nuovo tipo di pesca ho grande rispetto e ritorno spesso allo scaffale che lo offre. Il frutto è di un sapore veramente raffinato e quando matura emana un profumo intenso e delizioso. L'aspetto che mi convince di più è che non appena la pesca è tenera al tatto il gusto è sempre buono garantito.

Ecco qui una foto scattata nel mio negozio, così come sono presentate nei platò. I calibri non sono del tutto regolari perchè proprio causa la forma le macchine sono di poco aiuto. Anche questo certamente, insieme alla scarsa resa per ettaro, contribuisce alla formazione del prezzo sostenuto.

Ma c'è anche un contrappeso a questo: invece delle solite 5 pesche per KG qui ne abbiamo 7-8 per ogni KG. Se si mangia saggiamente, e cioè non quantità ma qualità, la spesa finale non cambia. Al massimo comprerò mezzo kilo al posto del kilo intero.

Un aspetto che mi rattristisce è il fatto che la scoperta è stata fatta in una stazione sperimentale del Lazio ma per trovare produttori interessati ad investire nella produzione e nella promozione i ricercatori Italiani si sono dovuti rivolgere ai soliti Spagnoli....

Conviene riguardare la foto per meglio ricordare!!

Al

venerdì 1 luglio 2011

Saturnine o Paraguaios


Da qualche anno queste peschine fanno una marcia trionfale su tutti i mercati Europei. Wikipedia le descrive così: "Pesca saturnina" o "Pesca tabacchiera" o "platicarpa": forma schiacciata, sapore intenso (alcune accessioni diffuse in Sicilia altre ottenute tramite incrocio come ad esempio Saturn e la serie Ufo).

Se anche l'origine italiana sembra accertata in questo nostro paese in pochi amano promuovere l'innovazione. A questo nuovo arrivo è toccato emigrare in Spagna per ottenere la giusta attenzione: Un frutto che si presenta con una forte personalità che non ha bisogno ne di nome(ne ha infatti ben sette)ne di brand, ma attira l'occhio del curioso e si fa vedere nello scaffale da chi si è nel frattempo innamorato.

Si tratta di un frutto delizioso, succoso e profumato, che fra le altre cose ha anche il pregio di non smaturare velocemente. Provare per credere!

domenica 15 maggio 2011

Pomodori mai buoni?


Eh' si, tante volte sento questo lamento da parte di amici, amiche e conoscenti vari. Non è facile trovare pomodoro buono. Ma ci sono le eccezioni. Il pomodorino tipo Pachino per esempio è sempre al di sopra della media. Purtroppo costa parecchio. Ma ci stiamo comunque avviando con tante specie di ortofrutta verso una situazione dove la merce di massa (quella che ha alte rese per ettaro, quella che viene lavorata a macchina facilmente, quella che non aspetta la giusta maturazione sulla pianta) sarà sempre mediocre. Nella fascia di prezzo medio alta però si trova anche le eccellenze. Una di queste è il pomodoro Corno di Bue. Tutte le settimane ne compro quattro cinque a un grado diverso di maturazione (il mio fruttivendolo mi permette di scegliere frutto per frutto) li porto a casa ed attendo la maturazione che avviene puntualmente dopo qualche giorno, secondo lo stato nel quale sono all'inizio. Nella foto due esemplari pronti per il taglio.

E' un pomodoro di sapore buonissimo e sopratutto di buccia finissima. Non la si sente nemmeno sul palato. Aggiungo un po' di cipolle rosse Tropea stagionate e condisco con aceto balsamico ed olio d'oliva extravergine, quello vero ed un pizzico di sale. Vi garantisco, è un piatto completo! Il sughino che rimane lo raccolgo con un po' di pane tassativamente integrale. Super!

giovedì 16 settembre 2010

UVA ITALIA (anche Moscato), cosa c'è di meglio?

Siamo ormai da giorni nel pieno della stagione dell'uva Moscato come la chiamano spesso i produttori o gli ambulanti nei mercatini o anche, stessa cosa, uva Italia come più esattamente viene denominata nei punti vendita dei supermercati.

Quando si tratta di prima qualità siamo in presenza di grappoli belli grossi che vanno dai 500 a 1.250 grammi, acini ugualmente grossi, colore ambrato, quasi trasparente. Sapore tipico di moscato e difficilmente descrivibile, diverso comunque da ogni altra uva da tavola. Il prezzo per questo prodotto non scende mai a livelli di mele, pere, arance o banane. Ma lo vale al 100 percento.

Gli unici nei sono i chicchi abbastanza grossi e ben presenti e a qualcuno potrà dare fastidio una buccia abbastanza corposa. Anche il contenuto calorico è piuttosto importante e per chi vuol tenere il peso sotto controllo dovrà frenare i suoi appetiti. Per mantenere anche il graspo bello verde e fresco consiglio di conservare i grappoli raccolti in un sacchetto di plastica sottile in frigo alla gradazione normale. In questo modo anche dopo una settimana la qualità gustativa e di croccantezza è ancora quasi intatta.

mercoledì 28 luglio 2010

ortaggi d'eccezione



Due recenti acquisti mi hanno fatto particolarmente piacere e pertanto li voglio condividere. Nelle foto vedete sia l'uno che l'altro: pomodori datterini e cipollotti rossi con il gambo. Il datterino è di un dolce indescrivibile, mai assaggiato, il cipollotto è nella sua stagione ed il massimo di delicatezza. Provare per credere!!

E' tempo di pesche


Fine Luglio, siamo ormai nel pieno della stagione pesche e nettarine. Le varietà che si staccano dal nocciolo sono ancora poche ma calibri, colore, zuccheri sono ormai al massimo. E' solo importante trovare frutti al giusto grado di maturazione oppure avere l'accortezza di comprarne un po' in scala e farne maturare anche a casa. Per esempio la nettarina che normalmente è più soda può metterci qualche giorno fino ad arrivare alla succosità ideale. Per dare l'idea dell'offerta pubblico qui una foto da me scattata nel mio negozio preferito. Un euro al KG per quella pezzatura non è male! Hanno la tecnica di mettere in offerta la merce che ormai è già matura e non potrebbe aspettare altri giorni. Ma si tratta di un fruttivendolo che compra sul mercato giorno per giorno. Un supermercato non può permettersi questo tipo di rischio che potrebbe anche andare a danno del consumatore.

lunedì 12 luglio 2010

Inno alle Albicocche


Le albicocche sono presenti da sempre nei nostri frutteti ed hanno conservato molto il pregio dell'antica selvaggità. Si trovano infatti ancora molte varietà dei tempi che furono perchè tutti gli sforzi per sostituirli con varietà migliori sono stati frustrati. E' vero che ci sono albicocche che arrivano da Spagna e da Grecia già a Maggio, è vero che anche in Italia si sono affacciate varietà di bell'aspetto più precoci ma quel che manca a tutte queste è il sapore. Personalmente aspetto ancora nel 2010 le Reale d'Imola che maturano nei giorni che stanno a cavallo fra Giugno e Luglio e per due-tre settimane mi concentro su questo frutto che ritengo il massimo della bontà in fatto di frutta estiva di stagione in questo periodo. Le ciliegie volgono al termine e negli scafali non li vedo più abbastanza freschi, le pesche e le nettarine saranno al massimo nelle prossime settimane (solo dai primi di Luglio 2010 il consorzio delle pesche dell'Emilia Romagna ha permesso l'uso del marchio IGP)e l'uva in offerta adesso, permettetemi di dirlo, non è ancora ai livelli della seconda metà di Luglio per le varietà senza semi e degli inizi di Settembre per l'uva Italia (che i fruttivendoli spesso chiamano "moscato". Susine, meloni, angurie sono già a buoni standard ma li posso consumare ottimamanete anche nei prossimi mesi. Ecco dunque che consiglio anche ai miei lettore in questo periodo le albicocche. Vi prego anche di perdonare un'imperfezione di qualche singolo frutto perchè trattandosi appunto di vecchie varietà non possono avere la perfezione degli ultimi sviluppi della ricerca vivaistica. Ma Vi assicuro sarete compensati dal gosto impareggiabile di questa prelibatezza: E' dolce come il miele ma con quella giusta punta di accidulità che caratterizza il prodotto. Un ultimo consilgio: fate come me che mi faccio un terzo di tutte le confetture che consumiamo in un anno con albicocche Reale d'Imola. Mi ricorderanno i bei momenti della calda estate durante tutto l'anno.